14 settembre 2026
Newtopia: una love story in salsa zombie
Dopo le esperienze con l’ormai iconico Train to Busan e la stupenda serie TV Sweet Home ho maturato una curiosità genuina verso i prodotti coreani a tema horror, al punto da spingermi verso Newtopia. La serie, targata Coupang Play e arrivata su Prime Video, ha dalla sua un pedigree che sulla carta pesa, la regia di Yoon Sung-hyun, già dietro l’adrenalinico Time to Hunt, e la sceneggiatura firmata anche da Han Ji-won, premio Oscar per Parasite. Al centro c’è Jae-yoon, giovane soldato di stanza sul tetto dell’hotel più alto di Seoul, incaricato insieme al suo plotone di garantire la difesa aerea della città, ossessionato dall’idea che il servizio militare gli costi la relazione con Young-ju, che lo lascia proprio nei giorni prima che Seoul venga travolta dal contagio. I due passano l’intera stagione cercando di ritrovarsi in una città devastata dagli zombie, con Park Jeong-min e Jisoo delle Blackpink nei ruoli principali, circondati da un discreto affollamento di personaggi secondari, dal migliore amico di Jae-yoon alle figure che popolano l’hotel, che aggiungono varietà senza mai rubare la scena ai protagonisti. Ci sono delle analogie con Sopravvivere, in entrambi i casi gli zombie restano sullo sfondo di una storia che parla soprattutto di affetti.
Un mix di generi che ha diviso il pubblico
Newtopia punta tutto sull’incontro tra tre registri, l’horror da apocalisse zombie, la love story e una comicità dichiaratamente sopra le righe. È una scommessa che diverse recensioni italiane e internazionali hanno premiato, sottolineando come proprio quell’equilibrio tra ironia nera e tensione sia il punto di forza della serie, o come mettere l’amore, e non la sola sopravvivenza, al centro dell’apocalisse sia una scelta poco comune e ben riuscita. Lo stesso Park Jeong-min, che interpreta Jae-yoon, ha definito la serie una favola piena di humour travestita da horror sugli zombie, a conferma che il tono ambiguo è una scelta dichiarata fin dall’inizio. Anche sulla chimica tra i due protagonisti i pareri si dividono, c’è chi l’ha definita palpabile nonostante i due passino gran parte della serie separati, e chi invece l’ha trovata meno convincente delle premesse. Per me, che pure capisco e apprezzo l’intenzione dietro quella scommessa, la comicità finisce spesso per allentare la tensione proprio nei momenti in cui vorrei che restasse alta.
Un paio di esempi pratici
Il tono ibrido emerge già prima che arrivino gli zombie, in una scena imbarazzante in cui alcuni colleghi di Young-ju la tempestano di domande personali per convincerla a tornare single. Dopo lo scoppio dell’epidemia scelgo due momenti su tutti per rendere l’idea, il protagonista che si lancia da una finestra infilato in un costume gonfiabile da orso per attutire la caduta, e la protagonista che scappa impugnando una motosega mentre la colonna sonora e le inquadrature virano verso l’estetica di un videogioco platform, che mi ha fatto pensare a Lollipop Chainsaw. Sono solo due esempi fra i tanti possibili, ma a me, semplicemente, non hanno strappato una risata, un po’ come mi era già capitato con Z Nation, che pure ha un pubblico affezionato. Il metro di paragone resta alto, Zombieland e Shaun of the Dead restano gli esempi di chi riesce a far convivere zombie e comicità senza far scricchiolare l’insieme.
Un’apocalisse che non punta a reinventare il genere
Va detto che Newtopia non prova a reinventare il genere zombie coreano né a raggiungere la profondità sociale di un titolo come All of Us Are Dead, e forse è proprio per questo che riesce a restare leggera nel tono, anche quando quella leggerezza a me personalmente stona. È un prodotto che sceglie consapevolmente la strada dell’intrattenimento puro, effetti speciali curati e trucco convincente compresi, più che quella della critica sociale o della tensione pura, e in questo si dimostra coerente con se stesso dall’inizio alla fine.
Il mio bilancio
Newtopia resta un prodotto costruito con cura, fotografia pulita, un cast che fa il suo lavoro senza sbavature e un impianto tecnico che pochi horror televisivi coreani possono permettersi. Se cerchi un’apocalisse zombie in cui l’amore conta quanto la sopravvivenza, e non ti dispiace che ogni tanto la tensione lasci spazio a una battuta fuori posto, credo che la serie ti conquisterà più di quanto abbia conquistato me. Dal mio punto di vista resta un buon intrattenimento, solo non quello che speravo di trovare quando ho iniziato la prima puntata. Vedremo se il prossimo tentativo del genere saprà convincermi del tutto.
Cosa dicono i lettori